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Racconti

Silvia e Serena

Scritto il 6 May 2018 alle 01:02 categoria Incesto

Silvia e Serena sono, rispettivamente, zia e nipote. Silvia ha 25 anni, è alta 1,73, magra, capelli lunghi, lisci, castani, occhi marroni, una terza di seno, due tette a palla ed un bel sedere a mandolino. Silvia ha un fratello più piccolo, di nome Carlo, fidanzato, ed una sorella più grande, Eleonora, che è sposata con Enrico ed insieme hanno avuto una figlia: Serena. Questa ha 16 anni, è bionda, capelli mossi, lunghi, occhi celesti, magra, anche lei ha una terza di seno, le tette a coppa ed un bel sedere a mandolino. Le due ragazze anche se sono molto unite hanno idee molto diverse sulla questione sesso. Silvia, ancora vergine, ha deciso che la darà solo al marito quando si sposerà: dalla prima notte di nozze in poi. Questo perché, sempre secondo lei, se la dava via prima poi cosa gli avrebbe raccontato al marito? Invece, Serena, era una zoccoletta come tante ragazzine della sua età. Ma la cosa fondamentale che divideva le due, era l'interesse per i ragazzi. Silvia era molto interessata ai ragazzi è solo ai ragazzi, mentre Serena, da quando aveva 13 anni, si era scoperta lesbica: a lei piacevano solo e soltanto le donne. All'inizio le piaceva la sua amica del cuore, ma solo lei e i ragazzi non le dicevano niente, ma d'altra parte non aveva neanche 13 anni. Invece, dopo aver compiuto quell'età, incominciò a provare una certa repulsione per i ragazzi ed una certa attrazione per le ragazze e non soltanto per la sua amica del cuore. Questa diversità creava dei disagi nella ragazza: un pò perché la società era molto più omofoba di oggi (era il 1998 e lei abita un piccolo paese) ed un pò perché trovare altre lesbiche era abbastanza difficile...soprattutto dichiarate. Inoltre avrebbe dovuto mantenere segreta la sua relazione, proprio per la società in cui viveva. Il disagio più grande era dettato dal fatto che nessuno sapeva di questa sua predilezione per le ragazze e lei, quindi, non sapeva e non poteva confidarsi con nessuno. Decise quindi di confidarsi con la zia... forse una vergine come lei poteva capirla e forse non giudicarla. Una sera d'inverno, poco prima di Natale, erano uscite insieme per andare a fare i regali di Natale. Per spendere poco e comprare tante cose erano andate in un centro commerciale e quindi avevano preso la macchina (ovviamente era Silvia che guidava). Silvia era vestita abbastanza elegantemente: un tailleur blu scuro con la gonna ad altezza del ginocchio senza nessuno spacchetto, e sotto una camicetta di seta bianca. Sopra, ovviamente, un cappotto lungo. le calze erano in tinta con il vestito e le scarpe erano due stivaletti anch'essi in tinta.... ovviamente le tonalità di blu erano diverse. Serena invece aveva stivaletti neri, calze velate nere, minigonna marrone scuro che arrivava a metà coscia, una maglietta fina di lana nera ed un giubbotto, anche questo marrone scuro, corto e che quindi, anche quando era abbottonato, lasciava scoperte le sue belle gambe. Ovviamente Silvia pensava che la nipote si fosse vestita così per farsi guardare dai ragazzi...non immaginava che Serena si volesse far guardare dalle ragazze. Entrando in macchina la minigonna di Serena sale un bel pò. Lei stava per aggiustarsi, ma lasciò perdere: a parte che stava in compagnia della zia e poi così stava anche più comoda. Una volta che pure Silvia salì in macchina Serena le chiese: "Zia ti posso parlare un attimo di una cosa...molto intima?". Silvia intuendo, in modo errato, quello che la nipote le voleva chiedere le risponde: "Certo mi puoi chiedere quello che vuoi, ma se mi devi chiedere come fare con un ragazzo che ti piace oppure come placare le tue voglie...hai sbagliato persona. Sai come la penso e sai anche che non cambio idea. Ora dimmi cosa vuoi chiedermi.". Serena era imbarazzatissima, ma decisa a continuare e quindi parlò in maniera calma, ma senza dare modo a Silvia di interromperla: "No, non è nulla di tutto ciò. Anche perché non è possibile. In pratica è da qualche anno.... più o meno da quando avevo 13 anni, che mi sono "accorta" che...non mi piacciono i maschietti, ma solo le femminucce...in pratica sono lesbica. Prima che tu dica qualcosa ti posso assicurare che non è una cosa passeggera e non è neanche una mia fissazione temporanea. Ho provato a farmi prendere da qualche uomo: mi sono fatta proprio sbattere e la cosa all'inizio non mi diceva nulla, ma poi ha incominciato a farmi schifo. Invece se penso a leccare una passera...magari a quella di qualche mia amica, al fatto che anche lei lecchi la mia micetta...mi eccito come non mai...come ad esempio adesso.". Qui Serena fa una pausa ed allora Silvia, non credendo alla confessione della cugina e pensando che la stesse prendendo in giro, sorridendo le dice: "Sono sicura che mi stai prendendo in giro. Vediamo se sei davvero bagnata.". E così dicendo allunga una mano e la mette tra le cosce di Serena fino a toccarle la fica. Appena le tocca la passera non la sente umida, ma talmente bagnata che ritirando la mano di scatto se la ritrova bagnata come se l'avesse messa sotto l'acqua. Vedendo quella cosa, Silvia stupefatta esclama: "Accidenti, ma tu non sei solo fradicia...tu hai le cascate del Niagara in mezzo alle gambe. Ed ora come faccio a pulirmi? Non ho neanche un fazzoletto...tu ne hai uno per caso?". Serena le risponde: "No, però perché non ti lecchi la mano? Il mio succo ha un buon sapore... Così mi hanno detto delle mie amiche lesbiche come me.". Silvia allibita dalla risposta della cugina le dice: "Ma che sei impazzita? Mi fa schifo.... vabbè a te magari no, ma a me si....non sono mica lesbica...". allora Serena prende la mano di Silvia ed incomincia a leccarla. Silvia non tanto per il contatto della lingua di Serena sulla sua mano, ma per la visione di tale cosa, si eccita non poco. Presa da un'eccitazione improvvisa le scappa da dire alla nipote: "Dai lesbichina in calore...leccami la mano che mi piace.". Appena dette queste parole, Silvia, si accorge di aver parlato troppo e subito pensa: "Accidenti, ma che ho detto? Speriamo che Serena non abbia sentito o non ci abbia fatto caso.". Invece, Serena aveva sentito benissimo e quindi dice a Silvia: "Ehi, cara zietta, non è che per caso di sei scoperta lesbica pure tu?". Silvia piuttosto imbarazzata le risponde: "No, ma che dici... però...non lo so come mai, ma...mi è venuto spontaneo dirtelo. Perdonami Serena...fa come se non ti avessi detto nulla.". Serena incurante della supplica della zia, prende una mano della zia, se la mette in mezzo alle gambe e la passa sua sua fica sempre fradicia di umori. Quando la mano di Silvia fu completamente bagnata Serena le dice: "Ti ricordi che ti ho detto che il mio succo è molto buono? Ti posso assicurare che è la verità...l'ho provato poco fa. Provalo pure tu...vedrai che non te ne pentirai.". Silvia presa da una strana eccitazione si avvicina la mano bagnata alla bocca. Sente l'odore del ciprino della nipote e le sembra un profumo. Presa da una voglia irrefrenabile incomincia a leccare la sua mano. Appena sente il sapore degli umori della nipote, prima volta in assoluto per lei, si accorge che le piace e si lecca avidamente tutta la mano. Finito di leccare la mano vorrebbe leccare la fica della nipote... sorgente di quegli umori, ma non poteva dire una cosa del genere alla sua piccola nipotina. Serena, approfittando del silenzio, chiede a Silvia: "Zia posso leccarti la fica? Non riesco più a resistere: mi sono eccitata tantissimo.". Silvia sempre più inaspettatamente le risponde di si. Allora si tira su la gonna, si abbassa i collant e poi si tira giù gli slip. Serena al vedere la fica molto pelosa di Silvia esclama: "Che bella selva che hai in mezzo alle gambe.". E si mette a leccare la fica della zia. Silvia inizia subito a godere a sentire la lingua della sua porno nipotina che le lecca il clitoride, poi passare alle grandi labbra per aprile e leccarle l'interno è poi ricominciare tutto il percorso. Presa da questa eccitazione completamente nuova per lei raggiunge l'orgasmo in poco tempo inondando il viso di Serena dei suoi umori. La ragazzina contenta beve avidamente tutti gli umori di Silvia. Dopo aver bevuto anche l'ultima goccia si solleva dalla zia e le dice: "Ora tocca a te.". Silvia non credeva alle proprie orecchie: quello che lei non poteva confessare alla nipote glielo stava dicendo proprio lei. Allora Silvia aiuta Serena a tirarsi giù i collant e a tirarsi giù gli slip. Appena vede la passera pelosa bionda della nipote non dice nulla, ma pensa: "Che bella colorazione dorata che ha....non ho mai visto una passera così...e senti che buon profumo che ha...". Dopo aver pensato questo si mette a leccare la fica alla nipote. Serena che era già eccitatissima vorrebbe resistere un pò, ma non le riesce e, quindi, raggiunge subito l'orgasmo ed incomincia a pisciare. Silvia sta per ritrarre il viso, ma Serena le mette una mano sulla nuca per obbligarla a rimanere sulla sua passera. Silvia incomincia a protestare, ma non più di tanto perché se parlava doveva aprire la bocca e quindi le entrava la piscia in bocca. Allora aspettò che Serena si svuotasse la vescica e ricominciò a protestare, ma non serviva perché Serena le lasciò libera la testa. Tiratasi su, Silvia disse a Serena: "Sery, ma eri impazzita? Mi stavi facendo soffocare.". dopo una piccola pausa, Silvia aggiunge: "E comunque ti volevo dire che anche se mi è piaciuto non è assolutamente il caso che lo rifacciamo. Lo sai che voglio rimanere vergine fino al matrimonio.". Allora Serena le dice: "E allora? Mica ho intenzione di sverginarti. Certo non c'è nulla che fa godere come il cazzo e con le altre lesbichette alla fine arrivavamo a sfondarci (si fa per dire) con dei falli finti. Ma con te, cara zia, non ne ho assolutamente intenzione...a meno che non sia tu a chiedermelo. Quindi perché non rifarlo senza sverginarti? La mia fichetta vuole conoscere la tua.". Allora Silvia le risponde: "No. Non mi interessa. Ti ho detto che mi è piaciuto, ma ti ho anche detto che è stato uno sbaglio. Ma poi scusa, tu mi hai detto che non sei più vergine: ma quando è successo? Recentemente visto che non me lo hai mai detto.". Serena le risponde: "Non te l'ho mai detto perché mica ti posso dire tutto. Inoltre è stato un mezzo stupro. Nel senso che io non volevo, ma lui ha insistito talmente...inoltre aveva il cazzo di fuori dritto e si vedeva che doveva sfogarsi ed allora ho accettato. Non mi è piaciuto assolutamente, ma per lui ho fatto un'eccezione...comunque è accaduto due anni fa circa... avevo appena compiuto 14 anni.". Allora Silvia le chiede: "Scusa, ma chi è questo porco? Inoltre, secondo me, è stato comunque uno stupro. Fossi in te ne parlerei con tuo padre...anzi io lo avrei già fatto.". Allora Serena guardando con quegli occhioni blu la zia le dice: "Non posso dire nulla a mio padre perché già lo sa: è stato lui a scoparmi, esattamente il giorno del mio compleanno...mi disse che era il suo regalo di compleanno. Inoltre continua a scoparmi con una certa regolarità perché dice che mamma gliela dà con il contagocce...quando gliela dà. Io essendo la figlia ho il dovere di dargliela, dice lui. Comunque io sono d'accordo su questo. Infatti, il problema non è farmi scopare da mio padre, il problema è che non mi piace prendere il cazzo in fica da un maschietto. Forse da un transessuale si...non ci ho mai provato.". Silvia non riusciva a credere a quello che la nipote le stava dicendo: possibile che fosse così perversa? Che la madre (sorella di Silvia) fosse piuttosto avara di fica lo sapeva: tra le due Silvia sarebbe stata una pornostar in confronto alla sorella. Però che il marito fosse così depravato...e la figlia lo giustificava anche. "No,questo è veramente troppo." pensò Silvia e decise che avrebbe interrotto i contatti con la nipote e, quindi, con la sorella ed il cognato, immediatamente senza dire nulla alla nipote. Da quel giorno Silvia si fece negare al telefono e al cellulare non rispondeva se non conosceva il numero o se era riservato. Inoltre vari SMS della nipote doveva leggerli per poi cancellarli, ma se avesse potuto li avrebbe cancellati direttamente (nel 1998 i cellulari non erano come quelli di oggi e molte funzioni erano consequenziali: dovevano o potevano essere eseguite prima di altre, come, ad esempio, la cancellazione degli SMS...prima dovevano essere aperti e letti e poi potevano essere cancellati) purtroppo questo stato di cose durò solo una settimana. Infatti a Silvia dispiaceva non sentire più la sua nipotina o, come la definiva ora, la sua porno nipotina. Inoltre si era confidata con lei rivelandole la sua omosessualità. Lei di rimando l'aveva isolata ancora di più. Infine, spesso, la sua mente riandava alla lesbicata fatta in macchina: oltre ad aver goduto lei aveva anche fatto godere la lesbichina della nipote. Per tutto questo decise di rispondere all'ennesima telefonata di Serena. Appena rispose Serena la ricoprì di insulti irripetibili. Silvia ascoltava in silenzio aspettando che si sfogasse. Quando Serena si fu sfogata, Silvia, con tono piuttosto calmo, le disse: "Senti, scusami se non mi sono più fatta sentire, ma quello che mi hai detto una settimana fa in macchina mi ha turbata non poco. Anche quello che è successo mi ha sconvolta e, quindi, avevo bisogno di un pò di tempo per...digerire la cosa. Ti chiedo veramente scusa per questo è per non averti detto nulla... scusami ancora.". Allora Serena le risponde: "No, Silvia! Scusami tu per averti offesa...ero veramente arrabbiata con te perché non sapevo cosa fosse successo. Non pensavo che la cosa ti avesse sconvolta così tanto...visto che poi hai partecipato con passione...lo rifaremo? Io lo vorrei tanto". Silvia le puntualizza: "Innanzitutto ti ho detto di no! Anche se non mi sverginerai per me sarebbe come tradire il mio lui... anche se ancora non ce l'ho. Quando lo troverò che faccio? Non gli dico niente? E poi che gli dovrei dire?Una cosa tipo: "Sai, alla tua donna piace tanto il tuo cazzo, ma le piace tanto anche leccare e farsi leccare la fica dalla nipote."? Non penso proprio sia il caso. Già confessargli quello che abbiamo fatto sarà dura...quindi non lo potremo ripetere. Seconda cosa, anche se non ripeteremo un'esperienza del genere sono disposta ad ascoltarti e, se possibile, a consigliarti come ho sempre fatto. Infine, non mi sono sconvolta per il fatto che tu fossi lesbica o per quello che abbiamo fatto...si un pò anche per quello...ma più che altro per quello che mi hai detto su tuo padre. Cioè ti ha violentata in un modo tale che tu non te ne renda conto ed, inoltre, ha anche giustificato il fatto...anche se è vero che tua madre considera la sua fica un optional. Ed inoltre tu appoggi la sua filosofia perversa...è questo quello che più mi sconvolge.". Allora Serena le risponde: "Scusa ma a te che te ne frega con chi tromba tuo cognato nonché mio padre? Inoltre se sta bene a me qual'è il problema? La fica è la mia, mica è la tua. E poi mi sembra giusto che se la moglie non lo soddisfa ci deve provare la figlia se c'è l'ha. Visto che una figlia ce l'ha e visto che, da quello che mi ha detto e che mi dice, gli piaccio veramente tanto e che più cresco e più divento fica e lo eccito sempre tanto, perché non mi dovrei concedere? Sono sicura che se non fossi lesbica mi piacerebbe non poco.". Silvia le risponde: "Sery, ma spero che non ci sia nessuno in casa...se qualcuno ti sentisse parlare così...comunque il fatto che tua madre non scopi con tuo padre non autorizza tuo padre a scoparti e a te a farti scopare da lui. Poi conta che sono problemi loro e che devono risolvere loro. Se invece ti piacesse farti scopare da tuo padre...io non lo condivido... però già lo potrei accettare. però il fatto è che a te non piace, ma perché non gli spieghi il motivo? Forse ti lascerebbe stare." Allora Serena le fa: "Si come no? Non posso dirgli una cosa del genere: avere una figlia lesbica per loro sarebbe...come dire...un marchio infamante o qualcosa del genere.". Allora Silvia le dice: "Non dico parlarne a tua madre, visto quant'è bacchettona, ma solo con tuo padre. Mi sembra un uomo con una mentalità abbastanza aperta, una persona abbastanza seria...a parte che si scopa la figlia.. ha comunque una sua filosofia...". Serena, sentendo la zia adulare il padre le chiede: "Ma zia non è che ti piace mio padre? Detto tra noi è un bell'uomo...non pensi? Pensa che ha un pisello enorme. Sono sicura che se lo vedessi te la vorresti fare anche tu una scopata. Almeno ti verrebbe voglia se anche non ti concedessi mai a lui". Allora Silvia le rivela: "Guarda che il fatto che voglio rimanere vergine fino al matrimonio non significa che non abbia voglie. Sia alla tua età, ma anche adesso, se incontro o vedo un bel ragazzo, che pensi che mi giro dall'altra parte? Lo guardo e, se mi stuzzica la fantasia, ci faccio anche qualche porcata sopra...ovviamente come fantasia. Infine, mia cara porno nipotina, il pisello di tuo padre l'ho visto prima di te. È successo, per sbaglio, tre anni fa. Ti ricordi che quell'anno siamo andati al mare tutti insieme? Bè un pomeriggio sono tornata a casa. Stavo per andare in bagno a farmi una doccia ed ho trovato Enrico, tuo padre sotto la doccia. Stava tutto nudo sotto il getto d'acqua della doccia con il cazzo in mano completamente dritto e duro. Fortunatamente aveva gli occhi chiusi e, sicuramente, si stava segando. Ho detto fortunatamente perché, convinta che non ci fosse nessuno in casa, ero completamente nuda. Comunque quando l'ho visto ho socchiuso la porta e mi sono gustata lo spettacolo...era molto eccitante e mi sono fatta un bel ditalino. Quindi, come vedi, anche se non sono zoccola come te ho anche io le mie voglie. Ed il pisello di tuo padre, sicuramente tu lo conosci molto bene, ma anche per me non è che sia proprio uno sconosciuto. E poi...ti confesso una cosa...un pò ti invidio, cara Serena: vorrei esserci io al posto tuo... ovviamente senza essere lesbica. Accidenti... pensare e parlare del cazzo di tuo padre mi ha fatto bagnare non poco.". Allora Serena le dice: "Lo sai che mi piace se mi dici che sei bagnata? Ora mi sto bagnando pure io...però non ti chiedo di lesbicare con me: sei stata molto chiara. Comunque per il fatto di raccontare tutto al tuo futuro marito non sono molto d'accordo: se è successo solo una volta perché dirgli una cosa che gli potrebbe dar fastidio (magari far saltare il matrimonio)? Visto che poi non ha avuto conseguenze visto che ti piace ancora il cazzo? Poi per quanto riguarda mio padre io avrei un'altra idea per non farmi più scopare da lui...però mi serve il tuo aiuto.". Allora Silvia esorta Serena a dirle di che si tratta e Serena le espone: "Penso che senza che io gli dica che sono lesbica (ci rimarrebbe sicuramente male se non peggio), basterebbe che avesse un'altra fica da scopare. Purtroppo tra le mie amiche (quelle etero ovviamente) non è possibile: non ne conosco nessuna così troia da farsi scopare da un uomo maturo. Però tu... visto che ti piace... perché...". Silvia interrompe la nipote dicendole: "Non se ne parla proprio. Ti ho detto che mi farebbe piacere stare al posto tuo, ma è solo una fantasia e niente di più. Senti, non me ne volere, ma sono un lago in mezzo alle gambe e voglio masturbarmi...possiamo riprendere il discorso un'altra volta?". Serena acconsente e, attaccato il telefono, Serena si masturba pensando alla zia ed alla sua soffice e pelosa passera ed anche ai suoi dolci umori, mentre Silvia si masturba pensando al cognato e a come le piacerebbe essere trombata da quel cazzone.

Passano i giorni e si arriva all'ultimo dell'anno. Gli anni passati tutta la famiglia di riuniva aspettando la mezzanotte e, quindi, festeggiare il nuovo anno, ma quella volta non fu così. Infatti, Carlo, il fratello di Silvia, avrebbe passato la serata insieme alla ragazza e ad altre coppie di amici, in un paese poco distante dal suo. La sorella di Silvia, Loredana, insieme al marito ed alla figlia ovviamente, avrebbero trascorso la serata in un locale (anche questo in un altro paese) dove è stato organizzato cenone e veglione. I genitori di Silvia, come sempre, avrebbero passato la serata a casa. A Silvia non le andava di passare la serata a casa, ma le dispiaceva lasciare i genitori da soli. I genitori capendo la voglia della figlia di trascorrere la serata con altre compagnie insistettero perché lei uscisse senza farsi problemi. Alla fine, dopo varie insistenze, Silvia, si accodò alla sorella. Fortunatamente al locale c'era stata una rinuncia e quindi Silvia riuscì a trovare posto. Visto che andavano tutti insieme, Enrico, disse a Silvia di passare a casa sua e lasciare lì la macchina: era più comodo andare al ristorante e tornare con una macchina sola...poi Silvia avrebbe utilizzato la sua macchina da casa del cognato a casa sua. Così Silvia si presentò a casa della sorella alle 19.00: il cenone iniziava alle 20.00 e massimo mezz'ora sarebbero arrivati al locale, ma onde evitare contrattempi era meglio vedersi con un certo anticipo. Silvia, quella sera si era messa un abito nero che lasciava le spalle scoperte e le faceva risaltare il suo bel decoltè. Ovviamente aveva messo il reggiseno senza spalline. L'abito comunque finiva al ginocchio e, Silvia, aveva messo dei collant neri velati e due scarpe con tacco 10. Anche il cappotto era nero. Comunque, davanti alla porta di casa della sorella si era slacciata il cappotto e, quindi, si vedeva esattamente com'era vestita. Appena suona a casa della sorella le apre Serena che appena la vide le dice: "Ciao zia. Wow, come sei fica stasera". Silvia le lancia un'occhiataccia e la bacia sulla guancia per salutarla e le chiede: "Ma ancora non sei pronta?". Infatti Serena indossava i calzoni della tuta, le pantofole, un maglioncino e la vestaglia. Allora Serena le fa: "Mi devo solo vestire. Tu intanto mettiti comoda.". Silvia si siede sul divano ed in quel momento esce dalla sua camera la sorella. Anche lei aveva un abito lungo scuro da sera, ma era accollato e non lasciava intravedere nulla e Silvia pensò: "Certo che avere una fica come mia sorella accanto e non poterci fare nulla dev'essere un inferno. Sfido io che Enrico ha cercato un'altra fica...ma proprio quella della figlia?". Comunque Silvia si alza, saluta la sorella. Nel salutarla, Silvia, mette inavvertitamente una mano sulle tette della sorella e sente che non ha il reggiseno ed allora le chiede: "Ma Lory non hai messo il reggiseno?". Allora la sorella le risponde velocemente: "Si....poi ti spiego. Ora scusami, ma devo andare urgentemente in ufficio che c'è un'emergenza. Intanto voi andare poi io vi raggiungo.". Silvia rimane interdetta, ma saluta la sorella. Ora esce anche Enrico vestito con uno smoking ed allora Silvia gli chiede: "Ma Loredana lavora pure stasera?". Il cognato le risponde: "Be, sai, essendo una dei dirigenti della compagnia telefonica, se hanno un problema lei deve intervenire: ha la reperibilità 24 ore su 24. Ha detto che dovrebbe risolvere tutto entro un'ora al massimo. Comunque, Silvia, come sei bella stasera... stai messa veramente bene.". Quest'ultima frase il cognato la disse guardando il decoltè di Silvia. Lei fece finta di niente e rispose: "Grazie...anche tu sei vestito molto bene stasera.". In effetti, era vero e Silvia si eccitò un pò. Vedere il cognato vestito in quel modo gli dava un'aria sexy. Comunque dopo un pò il cognato la lasciò in salone, da sola, dicendole che doveva fare una cosa prima di uscire. Dopo un pò che Silvia aspettava decise di andare a vedere a che punto fosse la nipote. Si diresse alla camera della nipote e quello che vide la fece rimanere senza parole: il cognato e quindi il padre di Serena si stava segando mentre spiava la figlia dal buco della serratura. Silvia stava quasi per esplodere quando vide il cognato, che non si era accorto di essere stato scoperto, schizzare sperma dal suo possente cazzo. Silvia non aveva mai visto un cazzo dal vivo sborrare: aveva visto qualcosa su qualche giornaletto porno del fratello che aveva trovato per caso, ma nulla di più. Infatti, anche quando trovò il cognato nudo al mare la sborrata si confuse con l'acqua. Invece ora vedeva esattamente il pisello che eruttava due/tre fiotti di sperma addosso alla porta della camera di Serena. Quella vista fece eccitare tantissimo la verginella la quale rimase impietrita a bocca aperta a vedere quello spettacolo. Finito di sborrare il cognato si stava ricomponendo e vide che c'era Silvia che lo osservava con la bocca aperta. Allora Silvia si riprende e cercando di parlare a voce più bassa possibile (non voleva che Serena sentisse): "Ma che stai facendo? Ma che ti metti a spiare tua figlia mentre si cambia?". Allora il cognato per nulla imbarazzato le risponde: "Mica solo quando si cambia, ma anche quando si fa la doccia. Come ho fatto con te quella volta che sei venuta al mare con noi. E non fare quella faccia sgomenta: ti ho visto che mi hai spiato mentre mi stavo segando sotto la doccia. Ho visto anche che ti masturbavi ed allora ho voluto vedere come stavi messa. Eri veramente una bella fica: due tette sode che sembravano scolpite ed una fica pelosa con tutti i peli perfettamente pettinati ed un culo che così bello non l'ho mai visto.". Allora Silvia paonazza in viso urla: "Ma sei proprio un porco...aspetta che torna mia sorella e le racconto tutto. Anche che violenti ripetutamente tua figlia e poi ti denuncio ai carabinieri, brutto porco che non sei altro.". In quel mentre Serena, vestita anche lei da sera, esce dalla camera, e chiede al padre ed alla zia cosa sta succedendo. Silvia le risponde: "Questo porco di tuo padre ti stava spiando mentre ti cambiavi in camera.". Serena mestamente le risponde: "Ed allora? Lo sai perfettamente che mi scopa e ti scandalizzi perché mi spia? Comunque lo so perfettamente che mi spia e lo fa anche quando mi faccio la doccia. E pensa, cara zietta, ha spiato pure te quando sei venuta al mare con noi...quando gli hai visto il cazzo, tanto per capirci.". Silvia rimase sgomenta dal fatto che la nipote parlasse di tutto ciò molto apertamente davanti al padre e come se parlasse del tempo. Allora disse: "Serena...ma...che stai dicendo...". Allora interviene il padre dicendo: "Silvia, mettiti a sedere e ascolta ciò che ti sto per dire.". Silvia obbedisce perché era in preda ad uno stato confusionale. Allora il padre incomincia a raccontarle: "Innanzitutto ti dico che so tutto: anche della lesbicata tra te e Serena. Comunque andiamo con ordine. Come tu ben sai io e Loredana ci siamo sposati 17 anni fa dopo due anni di fidanzamento. Sai anche molto bene che tua sorella, la fica, la da via solo per procreare. Purtroppo per me, tua sorella, è una gran fica e mi attizza non poco. Questa cosa a me fa soffrire: avendo accanto una gnocca del genere me la vorrei non sbattere non quando voglio io (lo dovrebbe volere anche lei), ma almeno una o due volte a settimana...al massimo ogni 15 giorni...anche se già così mi va stretto. E invece niente. Durante il viaggio di nozze, abbiamo buttato via un sacco di soldi: su 15 giorni 14 li abbiamo passati a scopare e non siamo mai usciti dall'albergo... tanto valeva stare qui a casa. Ma non mi lamento. Per tutto il primo anno di matrimonio si trombava senza problemi anche più volte al giorno, quando era possibile. Da quando poi Loredana è rimasta in cinta di Serena...neanche mi ricordo com'è la sua fica. Così dopo circa 15 anni di astinenza non ce l'ho più fatta a trattenermi: non mi bastava più segarmi. È vero che un pò la mia voglia fu placata dallo spiarti nuda tre anni fa...ma era comunque una sega. Così un'estate di due anni fa è accaduto questo fatto. Eravamo al mare ed io mi beavo nel vedere i bei corpi delle altre donne e ragazze e mi facevo belle seghe pensando a loro. Senonché capitò che, mentre stavo andando al bagno dello stabilimento, passai davanti alla nostra cabina. Notai che la porta era socchiusa e pensando che ci fossero dei ladri (c'erano stati dei furti quell'anno in quello stabilimento) aprii di scatto la porta. Non erano i ladri: erano Serena con una sua amica. Solo che la sua amica stava con le tette al vento e porta una quinta (sapevo che era soprannominata da Serena e dalle altre sue amiche "Mucca Carolina": ora sapevo il perché). Vedere quelle tette enormi su un corpicino (l'amica di Serena dimostra anche 13 anni a parte il seno) e vedere che stavano su da sole, mi fece eccitare non poco. Ovviamente la ragazzina si coprì con le mani e le braccia quasi subito, e Serena mi disse che le si era rotta la chiusura del reggiseno e lo stavano aggiustando. Io mi bevvi quella scusa (più tardi seppi che Serena stava lesbicando con la sua amica), mi scusai, chiusi la porta e andai al bagno. In quell'occasione avevo il cazzo dritto come non mi succedeva da moltissimo tempo ed anche il piacere che mi procurò la sega non mi succedeva più da un sacco di tempo. Da allora incominciai a guardare le varie ragazzine con altri occhi: erano non più ragazzine, ma piccole donne complete. Quindi vidi anche Serena con altri occhi: anche lei non era più una bambina, ma una piccola donna completa in tutto e per tutto. Inoltre il fatto che fosse mia figlia oppure no non mi creava nessun problema. Anzi era meglio così: avrei avuto una giovane fica sempre a portata di mano...anzi di cazzo. Fu da quella volta che cercavo, il più possibile, di spiare Serena nuda ed ogni volta che ci riuscivo, la sega che mi facevo era stupenda. Una sera, dopo circa 10 giorni da quel fatto, non riuscivo a prendere sonno. Volevo farmi una sega, ma c'era Loredana accanto a me. È vero che tua sorella ha il sonno pesante, ma è anche vero che se mi fossi segato, si sarebbe sicuramente svegliata. Allora mi alzai e andai in bagno, così, avrei anche trovato le mutandine sporche di Serena. Purtroppo, quella sera, la cesta della biancheria sporca era vuota. Allora mi venne un'idea: Serena è come la madre in fatto di pesantezza di sonno. Allora andai in camera di Serena. La camera era debolmente illuminata da un lampione della strada. Trovai Serena che dormiva su un fianco completamente scoperta, con solo una maglietta lunga . Delicatamente le sollevai un pò la maglietta e potei ammirare la sua fica pelosa e bionda, a pochi centimetri da me ed il cazzo mi diventò ancora più duro di quello che già era. In quel momento Serena si mosse. Pensavo che si stesse svegliando e la paura mi gelò il sangue e mi fece ammosciare il cazzo. Ma invece non successe nulla. Ora Serena era distesa a pancia in su con le gambe un pò divaricate: era un posa molto eccitante. Il cazzo era di nuovo duro, me lo stavo toccando e stavo quasi per venire quando mi dissi: "Visto che ho fatto trenta faccio trentuno.". Così smisi di segarmi ed alzai, del tutto, la maglietta di Serena. Che spettacolo sublime: vedere mia figlia con le sue giovani, ma già formate, bocce al vento e con le gambe larghe a mostrare la passera. Non mi trattenni più e mi feci una mega sega. Venni e sborrai copioso. Quella volta la fuoriuscita dello sperma fu sotto forma di schizzi che arrivarono fino sulla pancia di Serena. Stavo per andare a prendere dei fazzoletti per pulirla quando lei si mosse di nuovo e si mise di nuovo su un fianco e con tutte e due le braccia che coprivano il suo ventre. Allora lasciai perdere di pulirla e tornai a letto. Quella notte dormii profondamente. La mattina dopo cercai, nel comportamento di Serena, qualche traccia di turbamento, ma non notai nulla a parte l'euforia per il suo compleanno. Andammo in spiaggia come sempre e, come sempre, tornammo per l'ora di pranzo. Notai che la cesta della biancheria sporca era sempre vuota e, incuriosito, chiesi spiegazioni a Loredana. Lei mi rispose che tutta la biancheria pulita era da stirare e finché non lo faceva ci si teneva addosso quella che si aveva. Loredana pensava che mi stessi lamentando...era così, ma non per il motivo che pensava lei. Comunque, nel pomeriggio, trovai qualche indumento tra cui gli slip di Serena. Visto che la sorchina era da qualche giorno che non si cambiava, i suoi slip sarebbero stati odorosi della sua topa...e così fu. Mi stavo tranquillamente segando con gli slip di Serena sul naso quando lei mi sorprese: avevo dimenticato di chiudere la porta del bagno a chiave. Cercai qualche scusa ed allora le spiegati alcune cose sulla sessualità...sopratutto quella maschile. Così lei apprese che noi, uomini, non possiamo stare troppo tempo senza scopare e che ci dobbiamo sfogare in qualche modo. Visto che andare con una prostituta mi fa schifo (chissà con chi è andata...magari anche con vecchi bavosi) l'unica era il sesso fai da te. Poi le spiegai che, comunque, la masturbazione era solo un palliativo e ci servivano nuove emozioni. Quindi le ricordai quando vidi la sua amica, "Mucca Carolina", con le tette di fuori. Le spiegai che quelle erano due emozioni nuove: due tette scoperte di una 14enne e due tette di una quinta misura. Allora le dissi anche, che lei, da brava figlia, come dava una mano alla madre a pulire la casa, avrebbe dovuto dare una mano anche a me...con il mio cazzo. All'inizio non volle e dovetti faticare un pò per convincerla...fortunatamente Loredana, quel pomeriggio, non era in casa e così potei convincere la piccola con tutta calma e tranquillità. Da allora in poi io e lei scopiamo regolarmente. Una delle fantasie che più mi eccita è quella di spiarla quando si cambia in camera o quando si fa la doccia. In ogni caso Serena sa di questa cosa ed ho il suo permesso. Tutto questo è andato avanti fino a ieri pomeriggio. Mentre mi accingevo a farmi l'ultima scopata dell'anno (ieri pomeriggio Loredana lavorava oggi invece no...almeno, in teoria, non avrebbe dovuto) Serena mi confessò le sue preferenze sessuali. Mi disse che è da due anni che la cosa va avanti e che con "Mucca Carolina" non le si era rotto il reggiseno: ci stava proprio lesbicando di brutto quel giorno. Mi disse anche della lesbicata che vi siete fatte e che tu, cara Silvia, non vuoi ripetere l'esperienza, ecc.: insomma mi raccontò proprio tutto. Al sentire ciò rimasi parecchio turbato: soprattutto perché mi scopavo mia figlia che non voleva. Anche se lei non diceva nulla o diceva di essere consenziente in realtà non lo era. Allora decisi che la situazione doveva essere risolta una volta per tutte e dissi a Serena che, quella sera, appena rientrava la madre avremmo dovuto parlare tutti e tre di tutto.

Appena Loredana, tornò parlammo tutti e tre. All'inizio tua sorella fu incredula quando la misi al corrente delle esigenze sessuali maschili (ma tua madre non vi ha detto nulla?). Poi fu inorridita, da quello che facevo con Serena, ed infine fu scioccata quando seppe che Serena era lesbica. Tutto questo fece scattare in lei una molla e capì che le soluzioni erano due (una per ogni situazione): per evitare che continuassi a trombarmi Serena, lei (Loredana) doveva ritornare a concedersi come all'inizio del matrimonio o quasi , mentre per la questione delle preferenze sessuali di Serena non poteva far altro che accettare il fatto. Bè ieri notte abbiamo scopato come non ci era mai successo (neanche all'inizio del matrimonio)...non ci siamo neanche curati di non fare rumore: tanto Serena sapeva che avremmo trombato come maiali ed, inoltre, l'avvenimento doveva essere goduto senza nessuna limitazione. Stamattina eravamo tutti felici...anzi quasi tutti: Serena nel sentire la nostra goduria tutta la notte non aveva potuto dormire. Comunque, stamattina, tua sorella mi ha detto di essersi scoperta tanto porca e che le piace. Infatti, stasera avrebbe fatto un pò la zoccola: non si sarebbe messa il reggiseno e avrebbe fatto ballare molto le sue tette. Avrebbe voluto mettersi un vestito ultra scollato, ma visto quanto era stata "suora" fino a ieri, non aveva nulla del genere. Ora sai tutto. Ti è tutto chiaro? Ti sei calmata?" Disse Enrico a Silvia. Silvia ascoltò tutto con attenzione e rimase quasi scioccata nell'apprendere tutte quelle cose e, soprattutto, l'improvviso cambiamento "sessuale" della sorella. Poi ci pensò un pò su e chiese a Enrico: "Scusa, ma se ora Loredana ti soddisfa perché continui a spiare be a trombare Serena? Sicuramente è più fica lei di tua figlia: Loredana l'ho vista varie volte nuda visto che è mia sorella.". Allora Enrico le rivolse un gran sorriso e le disse, quasi sottovoce: "Bè c'è un'ultima cosa che non ancora non ti ho detto. Loredana è sicuramente più fica di Serena, ma Serena ha la freschezza della sua età e...anche il fatto che sia lesbica, che mi eccita. Quindi con il benestare di Loredana, ed anche di Serena, posso continuare a trombare la mia...porno figlioletta adolescente lesbica in calore, ma con molta moderazione: ora ho la fica coniugale da soddisfare e so che a Serena piace solo la fica. Ecco perché la stavo spiando. Un'ultima cosa: a parte che ti ho visto masturbarti quando mi hai visto nudo, ma Serena, proprio perché mi ha detto tutto, mi ha detto che una tua fantasia sarebbe quella di scopare con me. Se vuoi questa fantasia può diventare realtà.". Silvia era già eccitata da quello che aveva sentito, ma farsi trombare...e poi da suo cognato... non poteva. Allora disse ad Enrico: "La cosa non è possibile: non posso fare una cosa del genere a Loredana... è mia sorella. Rimarrebbe a dir poco scioccata... non le potrei nascondere una cosa del genere.". Enrico le rispose: "Guarda che tua sorella è d'accordo...non sai che cambiamento ha fatto". Allora Silvia sorpresa da quell'affermazione obbiettò un'altra scusa: "Va bene, ma farlo davanti a Serena...mi vergogno un pò.". Enrico le rispose sempre sorridendo: "E chi ti ha detto che lei dev'essere presente? Per me sarebbe educativo che guardasse, ma se tu ti vergogni...può non essere presente.". Intanto Enrico le aveva messo una mano sulla coscia e la stava accarezzando fino a sfiorarle la fichetta coperta dagli slip. Silvia non si era ritratta a quel tocco perché le piaceva. Silvia tentò un'ultima obiezione e disse: "Ma faremmo tardi al ristorante...va a finire che non troviamo più niente...e poi abbiamo già pagato.". Enrico che nel frattempo si era fatto più audace (le accarezzava la coscia in tutta la sua lunghezza, senza comunque toccarle la fica) le risponde: "Del ristorante non mi importa più... abbiamo il frigo pieno...per la tua quota te la rimborso senza problemi." Ora Silvia non aveva più scuse. L'atmosfera si era fatta rovente ed emanava sesso e, Silvia, non abituata a tutto ciò era un pò stordita, ma un pò di resistenza ancora l'aveva. quello che le fece crollare l'ultima barriera fu la proposta di Serena: "Perché non facciamo una cosa? Tu papi di trombi Silvia ed io mi masturbo. Poi quando te la scopi in bocca o nel culo io le lecco la fica. Che ne dici papi? E tu Silvia? Dai che lo so benissimo che hai voglia di cazzo". Al sentire ciò Silvia si lasciò andare e si tirò giù il sopra del vestito, si scodellò le tette dal reggiseno e ne offrì una al cognato e l'altra alla nipotina. Tutti e due si avventarono su quelle due tette a palla. Dopo averle succhiato per intero la tetta, Enrico, si abbassa alle gambe di Silvia. Le tira giù i collant fino a sfilarglieli. Stessa cosa fa con gli slip e gli allarga le gambe. Vedere da così vicino la fica vergine della cognata lo manda in visibilio e, senza dire nulla a Silvia, si rialza e la deflora violentemente. Allora Silvia urla di dolore, ma Serena incomincia a baciarla sul viso e a dirle frasi rassicuranti. Dopo un pò Silvia si calma ed incomincia a gemere di goduria sotto i colpi possenti di Enrico. Dopo aver scopato a dovere Silvia, Enrico, si denuda del tutto e le mette il cazzo sporco di sangue e dei suoi umori davanti alla bocca. Silvia, ricordandosi del gusto degli umori della nipote apre la bocca ed inizia a leccare quel bel pisellone. Appena da la prima leccata sente il sapore del sangue, guarda il cazzo sporco di sangue. Lì per lì stava per obbiettare, ma la voglia era tanta...troppa, ed allora non dice niente e si mette a pulire il cazzo del cognato con la lingua. Intanto Serena aveva incominciato a laccare la fica a Silvia. Dopo essersi fatto un bel pompino da Silvia, Enrico vede la figlia in una posa molto sexy: era completamente nuda fatta eccezione per due calze nere autoreggenti. Era a quattro zampe con la pancia in su e strofinava la sua fica contro quella di Silvia. Eccitato da ciò, scosta la figlia e le mette il cazzo in fica. Serena mentre prima godeva ora non dice più nulla. Allora Silvia si avvicina al viso della nipote ed incomincia a baciarla e a rassicurarla. Serena risponde con passione ai baci della zia. Intanto, Enrico, non ancora completamente soddisfatto fa cenno a Serena di girarsi. Lei si gira, si mette gattoni, abbassa il torso e rimane a culo pizzuto. Il padre gli prende le sode chiappette, le apre il culo rivelando un buco larghissimo. Gli punta il cazzo nel culo e sodomizza Serena senza problemi. Silvia nel vedere ciò rimane inorridita e si volta da un'altra parte per non guardare. Silvia pensava di sentire Serena urlare ed invece niente. Anzi la sente gemere sommessamente. Allora si volta e nel vedere la tranquillità e la goduria di Serena mentre si faceva inculare dal padre, cerca di vedere meglio l'inculata. Per fare ciò si mette sdraiata a terra, proprio all'altezza della fica di Serena. Da lì vedeva benissimo tutto: il cazzo grosso e duro di Enrico che entra nel culetto bello e sodo della figlia lesbica di 16 anni. Quando entra, Silvia, vede il buco del culo dilatarsi senza problemi per accogliere quel tarello di carne. Quando esce i contorni del secondo canale sembrano una ventosa. Serena, ad un certo punto, arrivò all'orgasmo e riversò tutti i suoi umori misto a piscio sul viso di Silvia. Silvia si costrinse a bere tutto, e pur essendo la prima volta (la volta scorsa non aveva bevuto neanche una goccia) non ci fu nessun problema: non le venne nessun conato di vomito. Intanto Enrico stava levando il cazzo, ancora dritto e duro, dal culo di Serena e questa si stava finendo di toccare la passera: nessuno dei due si era accorto di quello che era successo a Silvia. Enrico aveva ancora il cazzo duro perché ancora non era venuto. Si volta verso Silvia per farsi fare un pompino. La vede bagnata in faccia e sta per chiederle qualcosa, ma Silvia si avventa sul suo cazzone e gli fa un mega pompino. Silvia è talmente infoiata che ciuccia il cazzo in modo talmente vorace che Enrico le sborra in bocca in pochi secondi. Silvia beve tutto lo sperma e poi si rimette il cazzo in bocca in modo da pulirlo come si deve. Infatti, se lo leva solo quando è moscio. Sono tutti e tre stanchi ma felici. Allora Enrico chiede a Silvia: "Allora cognatina che ne dici? Sei pentita di esserti fatta trombare prima del matrimonio e di aver fatto solo e soltanto sesso?". Silvia, ormai non più imbarazzata risponde: "Assolutamente no. Anzi ora so cosa mi sono persa in tutto questo tempo...ma recupererò. Però c'è una cosa che non mi è chiara: se Serena è lesbica come mai ha raggiunto l'orgasmo quando l'hai inculata?". Allora Serena le chiede: "E tu che ne sai che sono venuta?". Silvia le risponde: "Si da il caso che per vedere bene l'inculata mi sono messa sotto di te, all'altezza della tua fica. Non sapevo che stessi godendo e quindi sono rimasta tranquilla a guardare e tu all'improvviso mi sei venuta in faccia. Io ho cercato di bere tutto il tuo ciprino, ma era troppo, anche perché ti è venuto anche da pisciare.". Allora Enrico risponde: "Ecco perché avevi il viso tutto bagnato. Comunque, per rispondere alla tua domanda, tu devi sapere che le lesbiche non è che odiano il cazzo: secondo loro (ma anche secondo tutti) non c'è nulla che le faccia godere di più. A loro non piacciono le fattezze maschili ed i modi di fare di un uomo. Ma il cazzo gli piace...eccome. Ecco perché Serena, pur essendo lesbica ha goduto ed è venuta.". Poi rivolgendosi a Serena gli dice: "Perché non dici a tua zia a chi stavi pensando mentre ti inculavo?". Serena risponde: "Bè pensavo a due persone in verità. Una era Sonny: un transessuale da cui mi faccio sbattere ogni tanto. E poi pensavo a Francesca..." Mucca Carolina". Quando sto con lei si finisce sempre allo stesso modo: lei si mette una cintura con il cazzo finto e si diverte a fottermi o ad incularmi...ovviamente a me piace. Quando papà mi ha inculato ho pensato prima a Sonny e poi alla "Mucca Carolina". Comunque loro due sono molto più delicati...ma è normale.". Ora, Enrico, chiede a Silvia: "Cara cognata, ma se tu sei...anzi eri...vergine come fai a sapere come fare così bene i pompini? Sei stata bravissima." allora Silvia gli risponde: "Caro mio cognatino il fatto che ero vergine vuol dire che non mi ero mai fatta sfondare, ma il cazzo lo conosco. Inoltre se non do la fica devo per forza essere molto brava con la bocca.". A questo punto Ernesto, Serena e Silvia si rivestono. Silvia, guardando l'ora, dice: "Ormai è tardi per il ristorante, tanto vale rimanere a casa. Ma Loredana che fine ha fatto? Non ci doveva mettere solo un'ora?". Allora Ernesto e Serena si mettono a ridere ed Ernesto dice: "Lory, vieni fuori... fatti vedere.". Silvia si volta e vede la sorella che esce dalla camera da letto. Stupita sta per chiedere cosa stesse succedendo, ma Loredana la precede e le dice: "Cara Silvia, non ti preoccupare... era tutto preparato. È da tre mesi che ci prepariamo.". Silvia ha un'espressione a dir poco sconcertata. Allora Loredana prende Silvia per mano e la sedere di nuovo sul divano. Poi si siede pure lei, accanto al marito, e le dice: "Vabbè ti spiego tutto. Dell'incesto e della lesbicità di Serena ne sono a conoscenza da sette mesi. Tutto è avvenuto come ti ha detto Ernesto, ma non ieri. Anche le notti di passione sono vere...ovviamente non è solo una. Quindi è tutto vero tranne il fatto temporale. Comunque, dopo un paio di mesi che ho ripreso a trombare ho incominciato a sentirmi porca, come ti ha detto Enrico. E ti ha detto anche che mi piaceva e mi piace sentirmi porca. Allora ho pensato a te ed alla tua idea bigotta di darla via soltanto dopo il matrimonio. Soprattutto la motivazione non è valida: se gliela do prima poi cosa gli racconto? Ti posso assicurare che se gliela dai prima dopo avrai molte cose da raccontargli. Ovviamente non ti sto dicendo che ti devi mettere a fare la zoccola oppure di essere una puttana e darla a tutti. Ti sto solo dicendo che quando stai con qualcuno ti dovresti concedere... non subito, ma neanche solo dopo il matrimonio. Solo che per farti capire tutto ciò, dovevo, in qualche modo, farti provare una scopata. Certo avrei potuto raccontarti delle mie ultime notti di passione, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Scusa della mia insistenza nel farti provare cosa si prova a scopare, ma sei mia sorella e mi dispiaceva tantissimo vederti con quell'idea...del cazzo veramente...in tutti i sensi. Ed allora ne ho parlato con Ernesto e Serena ed abbiamo ideato questo piano che è iniziato da quel pomeriggio che tu e Serena siete andate al centro commerciale e dopo avete lesbicato. Certo, c'era il "rischio" che tu fossi lesbica, ma in quel caso Serena ti avrebbe soddisfatto... ci ha confessato che non le dispiacerebbe, affatto, se la zia fosse lesbica. Comunque questo pericolo non c'è: a te piace il cazzo...eccome se ti piace. A parte tutto il trucco ha funzionato: tu stessa hai detto, poco fa, che ora che hai provato cosa significa scopare vuoi recuperare il tempo perduto. Quindi sono contenta di essere riuscita nel mio intento.". Detto questo, Loredana, abbraccia la sorella con affetto. Poi Silvia si scosta e le chiede: "Scusa, ma io avevo intenzione di recuperare il tempo perduto con voi: così rimane tutto in famiglia. Anche perché se si sparge la voce tra i miei amici che incomincio a darla via anche prima del fatidico "si"... in poco tempo divento la mignotta numero uno del paese e dintorni, anche se non sarebbe vero: purtroppo sapete come sono le malelingue.". Allora Loredana, con tono molto dolce le dice: "Capisco il problema, ma io posso tollerare, che Enrico, ogni tanto si scopi Serena: è nostra figlia e, come hai detto poco fa, rimane tutto in famiglia. Posso tollerare che per il trucco ti abbia scopata. Ma non posso tollerare che tu ti faccia trombare altre volte da Enrico. Oltre al fatto che è mio marito e sono abbastanza gelosa, c'è anche il fatto che deve soddisfare la mia fica e poi...lui è un cultore delle tette...grosse e della forma come le mie... vero caro?". Dice quest'ultima frase rivolgendosi al marito e sollevando la maglietta e mostrando orgogliosa le sue tette enormi, sode (stanno ancora su da sole), a coppa con due capezzoloni bruni ed eretti come due chiodi. Ernesto a vedere le tette della moglie allunga una mano e gliele palpa, mentre con l'altra mano si tocca il pacco. Però subito dopo Ernesto dice: "Hai ragione amore, ti bacerei le tette per ore solo che dopo due trombate e due sborrate...non c'è verso di farmelo tornare duro in poco tempo.". Allora Loredana, rivolgendosi a Silvia: "Vedi? Questo è quello che intendevo. Forse stanotte ci scappa una scopata, altrimenti vorrà dire che farò un pò di riposo io e la mia micetta. Stavolta non ci sono problemi: è stata per una buona causa, ma non posso tollerarlo sempre o finché non trovi un cazzo tuo. Capisci sorellina?". Silvia annuisce con aria un pò sconsolata. Allora Ernesto le chiede: "Silvia, ma a te interessa fare l'amore o solo scopare?". Silvia gli risponde: "Per il momento va bene solo sesso, quando troverò... il cazzo mio, come ha detto Loredana, mi interesserà fare l'amore. Perché questa domanda?". Allora Ernesto dice: "Bè in ufficio da me ci sono vari colleghi sposati e non che hanno voglia di farsi una bella scopata senza complicazioni sentimentali. Te li potrei presentare. Ovviamente nessuno, a parte noi, saprebbe di queste cose... forse anche al lavoro da Loredana c'è qualcuno disponibile.". Loredana risponde un pò pensierosa: "Si qualcuno... pure più di qualcuno c'è anche da me. L'unica cosa è fargli capire a queste persone che Silvia non è una mignotta o una ninfomane, ma solo una normalissima ragazza che trovandosi, momentaneamente, senza ragazzo ha voglia di fare del sano sesso. A parte questo a te va bene Silvia?". Silvia contentissima risponde: "Certo...non vedo l'ora...sono già tutta eccitata... ops...scusami Serena.". Disse questo alla nipote ricordandosi il debole che la nipote aveva per lei. Allora, Silvia, si avvicina a Serena, le accarezza la testa, guarda la sorella e il marito in cerca di approvazione e dice, rivolgendosi a Serena: "Visto che tu mi hai aiutato è giusto che io aiuti te. Ogni tanto, tra una mia scopata e l'altra, mi posso dedicare un pò a te. Non sono lesbica, ma la tua fica mi piace... forse sono bisessuale. Boh. Non mi interessa. A te va bene Serena? Del semplice e sano sesso lesbico, OK? Senza nessuna complicazione o coinvolgimento sentimentale...d'accordo?". Serena annuisce ed allora Loredana esclama: "Bene ora che tutti siamo contenti e felici e...qualcuno anche incestuoso, andiamo a tavola a mangiare. Ah...Silvia, vista la tua proposta a Serena, se vuoi puoi fermarti a dormire qui...dovrai dividere il letto con Serena...altrimenti non c'è posto.". Silvia risponde: "Grazie sorellona.". Ed intanto mette una mano tra le cosce della nipotina e questa fa: "Grazie mamma, grazie zia.".


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